Appena rientrati da una brevis…
Appena rientrati da una brevissima "gita" al TPW. Il clima è davvero piacevole come pure la location e... il workshop di Benedusi i ...
Ricaricare le cartucce Piezography
Gli inchiostri Piezography a pigmenti di carbone consentono la realizzazione di stampe inkjet in bianco e nero dalla neutralità, dalla qualità e dalla longevità insuperabili.
Questi inchiostri a toni di nero sono compatibili con le principali stampanti EPSON, sia di piccolo che grande formato, delle quali vanno a rimpiazzare gli originali inchiostri a colori e si sono da lungo tempo guadagnati la fama di vero e proprio riferimento per la stampa fine art su carte cotone.
Scopo di questo post non è tuttavia proporre una dettagliata trattazione tecnica sugli inchiostri Piezography, per i quali esiste ampia documentazione sulle apposite pagine di Apromastore, bensì dare indicazioni su come sia semplice ricaricare le cartucce delle stampanti desktop per consentire un notevole risparmio. Le stampanti desktop - ovvero quelle per i formati fino all'A3 plus - hanno oramai raggiunto qualità di stampa fino a poco tempo fa inimmaginabili. Come rovescio della medaglia, però, esse presentano un costo/copia abbastanza elevato, principalmente a causa dei prezzi delle loro "piccole" cartucce (12-20ml circa). Per sfatare il mito della "costosità" degli inchiostri a pigmenti di carbone ricordiamo che, a parità di modello di stampante, il loro costo è abbastanza allineato con quello dei consumabili originali. Piezography, tuttavia, propone all'utente due strade alternative per consentirgli notevoli risparmi di gestione. Gli inchiostri Piezography (ed i corrispondenti inchiostri pigmentati a colori ConeColor) oltre che in cartucce "pronto uso", sono disponibili in flaconi da 120 e da 480ml, dei quali è importante sottolineare la notevole economicità. Uun flacone da 120ml, ad esempio, contiene l'equivalente di 10 cartucce, costando all'incirca come solo 3 di esse. Parafrasando un famoso personaggio... "meditate gente, meditate".
Procedura assistenza tecnica monitor Eizo
Sebbene sicuramente poco utilizzata grazie all'indiscussa affidabilità dei prodotti, segnaliamo che dal 1° agosto 2009 cambia la procedura per ricorrere all'assistenza tecnica dei prodotti EIZO.
La stampa con i profili Icc
Spesso e volentieri gli utenti che realizzano "in proprio" le loro stampe fotografiche inkjet scelgono di acquistare le carte della stessa marca della loro stampante unicamente per il fatto che queste sono le uniche ad essere chiaramente elencate nelle impostazioni del driver di stampa, e pertanto "vanno subito bene" (ma sarà poi vero?) senza incorrere in troppi grattacapi.
Questo ovviamente accade perchè i produttori di stampanti non hanno interesse a supportare consumabili di altre marche, mentre al contrario i produttori di carte hanno tutto l'interesse a realizzare prodotti di elevatissima qualità che siano compatibili con il maggior numero possibile di stampanti.
Ed ecco infatti che, se alle nostre stampe vogliamo conferire un aspetto "fuori da coro", è facile essere tentati da carte particolari, quali la Moab Entrada RAG, le Moenkopy o le baritate di Harman - supporti in grado di fornire immeditamente eccellenti risultati.
I produttori di carte di qualità come MOAB ed Harman forniscono, insieme ai loro prodotti, le indicazioni per poterli utilizzare al meglio con le principali stampanti, per le quali spesso rendono disponibili sui loro siti anche i profili di stampa ICC.
Pur senza raggiungere il livello di perfezione dei profili personalizzati che ognuno può realizzare in proprio con strumenti oramai alla portata di molti, come Spyder3PRINT di Datacolor e Colormunki di X-Rite, i profili canned (questo il nome dei profili forniti dai produttori di stampanti o di media) consentono comunque l'immediato conseguimento di ottimi risultati.
Senza voler entrare nel dettaglio dei risultati, cercheremo in questo post di dare qualche indicazione pratica su come utilizzare questi profili che spesso, una volta scaricati, non si sa bene come utilizzare...

