APROMA
23lug/097

La stampa con i profili Icc

Spesso e volentieri gli utenti che realizzano "in proprio" le loro stampe fotografiche inkjet scelgono di acquistare le carte della stessa marca della loro stampante unicamente per il fatto che queste sono le uniche ad essere chiaramente elencate nelle impostazioni del driver di stampa, e pertanto "vanno subito bene" (ma sarà poi vero?) senza incorrere in troppi grattacapi.
Questo ovviamente accade perchè i produttori di stampanti non hanno interesse a supportare consumabili di altre marche, mentre al contrario i produttori di carte hanno tutto l'interesse a realizzare prodotti di elevatissima qualità che siano compatibili con il maggior numero possibile di stampanti.
Ed ecco infatti che, se alle nostre stampe vogliamo conferire un aspetto "fuori da coro", è facile essere tentati da carte particolari, quali la Moab Entrada RAG, le Moenkopy o le baritate di Harman - supporti in grado di fornire immeditamente eccellenti risultati.
I produttori di carte di qualità come MOAB ed Harman forniscono, insieme ai loro prodotti, le indicazioni per poterli utilizzare al meglio con le principali stampanti, per le quali spesso rendono disponibili sui loro siti anche i profili di stampa ICC.
Pur senza raggiungere il livello di perfezione dei profili personalizzati che ognuno può realizzare in proprio con strumenti oramai alla portata di molti, come 3PRINT di e Colormunki di X-Rite, i profili canned (questo il nome dei profili forniti dai produttori di stampanti o di media) consentono comunque l'immediato conseguimento di ottimi risultati.

Senza voler entrare nel dettaglio dei risultati, cercheremo in questo post di dare qualche indicazione pratica su come utilizzare questi profili che spesso, una volta scaricati, non si sa bene come utilizzare...

PROFILI ICC: cosa sono e dove metterli
I profili ICC sono file che descrivono il comportamento cromatico di una periferica e che vengono utilizzati per trasformare il colore passando da una periferica all'altra all'interno del flusso di lavoro digitale e profilato. Nel caso specifico della stampante è importante ricordare che il profilo tiene in considerazione anche il comportamento del media usato.  I profili sono file con estensione .ICC o .ICM e, per poter essere utilizzati, devono essere salvati sul computer nella corretta posizione, dipendente dal sistema operativo in uso.

Mac OS 9 : System Folder\Colorsync\Profiles
Mac OS X : User\Library\Colorsync\Profiles
Win98 + ME : Windows\System\Color
Win XP : WINNT\System 32\Spool\Drivers\Color

(Alcune versioni di Windows XP potrebbero avere una cartella di nome WINDOWS anzichè WINNT)

SOFTPROOF: l'anteprima a monitor
Comunemente, quando i risultati di stampa non ci soddisfano, siamo abituati a lamentarci dicendo che "ciò che otteniamo in stampa non corrisponde a ciò che vediamo a monitor". Ferme restando le differenze tecniche fra la visualizzazione a monitor (per emissione) e sulla stampa (per riflessione), è abbastanza normale non ritrovare in stampa alcuni dei colori e delle sfumature che potevamo invece vedere a monitor. Sarebbe pertanto più corretto ragionare al contrario, pensando "ciò che vedo a monitor non è ciò che ottengo in stampa".
A tal proposito, una importantissima funzione disponibile in Photoshop (TM) a partire dalla versione 6.0 è quella di softproofing, ovvero la possibilità di simulare a monitor ciò che si otterrà su un determinato output (ovvero la combinazione stampante+inchiostro+carta+impostazioni del driver). E' palese che tale funzione perda di significato se le operazioni non vengono svolte su di un monitor di buona qualità correttamente profilato. L'attivazione del softproofing avviene per mezzo del menù "Visualizza>Imposta prova". Scegliendo poi l'impostazione "Personale" si aprirà una finestra di dialogo in cui selezionare le impostazioni necessarie per la corretta previsualizzazione. Dal menù a tendina "Profilo" sceglieremo il profilo con il quale la stampa verrà eseguita, mentre dal menù "Intento" dovremo scegliere l'intento di rendering. Se consentito dalle impostazioni selezionate, è consigliabile selezionare la casella "Usa compensazione del punto di nero". Confermando infine le impostazioni con il tasto "ok", otterremo a monitor una simulazione di quanto accadrà in stampa. Con la combinazione di tasti CTRL+Y potremo rapidamenta attivare e disattivare la prova colore per renderci conto di come i colori del nostro file digitale cambieranno in fase di stampa. Per poter controllare in modo più evidente i colori del file che la nostra stampante (+inchiostro+carta+impostazioni del driver) non sarà in grado di riprodurre, è possibile ricorrere alla funzione "Avvertimento gamma", sempre nel menù "Visualizza". In questo modo i colori del file che non trovano corrispondenza nello spazio colore riproducibile in stampa verranno evidenziati con una tinta piatta (peraltro personalizzabile attraverso le impostazioni di Photoshop). Una volta apportate le ultime modifiche in funzione delle impostazioni ideali con cui stampare la nostra immagine, possiamo passare alla...

LA STAMPA CON PHOTOSHOP
Quando si è pronti a passare all'azione, scegliamo "Stampa" dal menù "File". Si aprirà la finestra riportata qui sotto:

La finestra di stampa di Photoshop CS3

La finestra di stampa di Photoshop CS3 (cliccare per la visione ingrandita)

Dopo aver scelto la stampante che utilizzeremo fra quelle installate sul nostro computer, provvederemo ad impostare il formato pagina e l'orientamento.

Possiamo quindi arrivare alle impostazioni relative alla gestione del colore, prendendo in considerazione i menù a tendina presenti nella parte destra della finestra.
Nel primo di essi, denominato "Trattamento del colore" potremo scegliere fra tre impostazioni: Gestione colore effettuata dalla stampante, Gestione del colore effettuata da Photoshop e Nessuna gestione del colore.
Quella che a noi interessa per operare con i profili ICC è la seconda: Gestione colore effettuata da Photoshop (La voce selezionata nell'immagine sopra riportata). Proseguiamo poi impostando nei campi successivi (Profilo stampante, Intento di rendering e compensazione punto di nero) le stesse scelte operate nel menù della funzione "Imposta prova".
Così facendo abbiamo indicato a Photoshop di "convertire" i colori della nostra immagine - mappati in un certo spazio sorgente (Adobe RGB nel nostro esempio e visibile a destra in alto) - in quelli riproducibili dalla stampante.
Va da sè che nessun'altra conversione deve essere effettuata: ecco perchè è importante dire alla stampante di "non gestire il colore. Come fare? Premiamo il pulsante "Stampa" e passiamo al driver della stampante.

Le impostazioni del driver di stampa

Le impostazioni del driver di stampa

Nelle impostazioni del driver della nostra stampante è innanzitutto importante selezionare lo stesso tipo di supporto (ma possibilmente anche la risoluzione e la velocità di stampa) con cui sono stati realizzati i profili. Ricordate: l'attendibilità di un profilo dipende anche dalla stabilità del comportamento della nostra stampante e dall'impiego di parametri costanti nel driver.

Come già affermato, è inoltre fondamentale fare in modo che non vengano applicate ulteriori conversioni colore. Ecco perchè ogni driver propone l'impostazione "Nessuna gestione colore", a volte con altre definizioni, a volte in modo poco evidente, ma sempre presente nei driver delle stampanti di qualità.

Effettuata quest'ultima fondamentale impostazione, possiamo finalmente cliccare sul pulsante "Stampa" ed attendere pazientemente che la nostra stampante si metta in modo per concretizzare il nostro lavoro!

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Pubblicato il Massimo Pinciroli

Commenti (7) Trackback (0)
  1. Buongiorno Roberto,

    le R800/R1800 sono delle stampanti molto valide ma con una tipologia di inchiostri dedicata prevalentemente alla stampa a colori (e non al bianco e nero).
    Con questa tipologia di stampanti il profilo è unico, in quanto montano contemporaneamente il nero foto ed il nero matte, che vengono selezionati dal driver in funzione del tipo di carta selezionato.
    Dalle informazioni che ha fornito, tutto “dovrebbe” funzionare…
    Sicuramente a breve organizzeremo in Aproma un nuovo corso di gestione del colore. Se invece preferisce un’assistenza a domicilio, mi faccia sapere la sua zona di residenza e proverò ad inoltrare la richiesta ad alcuni nostri collaboratori.

    cordialmente
    massimo

  2. Buongiorno Massimo
    grazie per la risposta e la pazienza, io uso una Epson R800 con diverse carte Hahnemule, i profilli che ho scaricato sono per la R1800, ma ho fatto delle prove con carte Moab comprate da voi, scaricando poi i profili per la R800 e i risultati che le ho detto sono uguali. Come sistema operativo ho Mac Snow Leopard.
    Tenga presente che se scelgo l’opzione colore gestito da PS, nel menù di stampa verifico sempre che sia disattivata la gestione colore da parte della stampante.
    Ultimamente non ho più utilizzato la funzione di visualizzazione della prova di stampa e sicuramente non ho verificato se il profilo è settato per nero foto o matte.
    Comunque la differenza tra i due risultati che ottengo è eclatante e quella ottenuta con la gestione stampante la ritengo pienamente soddisfacente, tenga presente che guardo il monitor e la stampa alla stessa luce nella stessa stanza
    Non sa se ci sono docenti o altri che, pagando , possono venire a casa mia e fare delle prove, perchè penso sia l’unico modo per capire
    grazie
    saluti
    Roberto

  3. Buongiorno Roberto,

    - Gestione colore da parte della stampante: ha senso quando utilizzo carte elencate nel driver (o quando utilizzo carte di un diverso produttore ma che hanno un comportamento simile a quelle in elenco nel driver)
    - Gestione colore manuale: alcuni driver permettono di selezionare un profilo personalizzato, diverso da quello che verrebbe selezionato automaticamente in funzione del tipo di carta. Il mio suggerimento, tuttavia, è quello di selezionare nel driver solo il tipo di carta, disattivare la gestione colore ed impostare il corretto profilo carta (ed intento di rendering) nella finestra “stampa” di Photoshop.

    Il fatto che gestendo il colore tramite Photoshop porti a risultati lontani dalla visualizzazione a monitor mi fa pensare essenzialmente a queste possibilità (la prima, soprattutto):
    - la gestione del colore non è stata disattivata correttamente;
    - disomogeneità fra la luce con cui illumino la stampa e parametri di calibrazione monitor;
    - non è stata attivata la modalità Visualizza>Imposta prova prima di confrontare stampa e monitor;
    - il profilo è stato creato selezionando una carta diversa da quella poi scelta in fase di stampa;
    - si sta utilizzando un set di inchiostri diverso (nero foto/nero matte) da quello per cui/con cui il profilo è stato creato;
    - i settaggi del driver (risoluzione/velocità/microweave/…) utilizzati per la stampa non sono gli stessi di quelli con cui il profilo è stato creato.

    Infine le ricordo che la stampa bianco e nero è sicuramente quella più critica e, per una perfetta neutralità, richiederebbe profili realizzati ad hoc e non profili generici.
    Posso chiedere con che stampante/carta/profilo e sistema operativo sta operando?

    saluti,
    massimo

  4. Buongiorno Massimo
    grazie per la risposta, per riassumere:
    se in PS ho scelto gestione del colore da parte della stampante, devo poi scegliere un tipo di supporto Epson che più si avvicina al tipo di carta che sto usando, per essere più preciso posso verficare sul sito del produttore della carta che ci sia la corrispondenza tra quella carta e quelle di Epson (sempre nel mio caso).
    Quando dice: ..e selezionare manualmente il profilo colore” deve essere fatto nella pagina di stampa? dove riesco a farlo?
    Un’ultima cosa: ha qualche commento all’ultima parte del mio messaggio? ovvero io in PS scelgo che sia la stampante a gestire il colore, scelgo un intento di rendering (anche se con la mia poca esperienza e preparazione non ho poi visto evidenza nella stampa di scelte diverse), clicco “stampa” e nella finestra di stampa scelgo un supporto che sia il più vicino possibile e poi stampo: con questa sequenza ottengo un risultato per me acccettabile, anzi molto soddisfacente, rispetto a quanto vedo a monitor profilato.
    Se invece in PS scelgo che sia PS a gestire il colore, scelgo il profilo della carta in uso, clicco stampa, verifico che la gestione colore sia esclusa, scelgo un supporto Epson il più simile alla carta che uso, stampo e il risultato è orribile, completamente lontano da quanto vedo a monitor. Per esempio nel B/N ombre completamente chiuse senza possibilità di vedere i dettagli che a monitor ci sono mentre con la mia sequenza vedo tutto come a monitor.
    Sbaglio qualcosa?
    grazie
    Roberto

  5. Buongiorno e benvenuto sul nostro blog!
    Come è facilmente immaginabile, ogni produttore di stampanti provvede ad elencare nel driver esclusivamente i propri supporti.
    La corretta impostazione del supporto è molto importante, in quanto determina la quantità d’inchiostro che la stampante “scaricherà” sulla nostra stampa. Se stampo su carte della stessa marca della stampante e lascio la “gestione colore” alla stampante, selezionando il tipo di carta nel driver “aggancerò″ automaticamente anche il corretto profilo colore. Se stampo su carte di altri produttori, devo fare due operazioni: selezionare nel driver il tipo di carta “più simile” e selezionare manualmente il profilo colore. Ogni produttore di carte che fornisce i relativi profili ICC, infatti, indica anche qual’è il tipo di supporto originale che dovrà essere selezionato nel driver delle varie stampanti. La selezione di un supporto diverso da quello indicato rende inefficace il profilo.
    Ricordiamo infatti che ogni operazione di profilatura (di un monitor, di una stampante, …) è sempre preceduta dall’operazione di calibrazione che serve a riportare la perfiferica in uno stato noto e ripetibile. Se durante l’uso quotidiano seleziono dei parametri (es. il tipo di supporto) diversi da quelli impiegati durante la creazione del profilo, la gestione colore perde di significato.
    A tale proposito ricordo che, nel caso di Epson, spesso i profili possono riportare la dicitura MK/PK. Nel primo caso si tratta di profili realizzati per la stampa con nero matte, nel secondo caso con nero photo. Ovviamente – ancora una volta – l’uso di un profilo denominato MK su una stampante caricata con nero photo (e viceversa) rende il profilo inefficace!
    Oltre a quello della selezione del corretto supporto e del corretto set di inchiostri, un altro degli errori più comuni nell’uso dei profili di stampa è quello di dimenticarsi di disattivare la gestione colore nel driver di stampa!
    spero di essere stato utile!

  6. Una domanda: se stampo con carte diverse da quelle originali del produttore della stampante e seguo le istruzioni del post, nella finestra di stampa alla voce “supporto” cosa devo scegliere se le uniche possibilità che io trovo sono tipi di carte del produttore della stampante (nel mio caso Epson)? Ha influenza questa scelta sul risultato oppure avendo escluso la stampante dalla gestione colore non ha nessuna influenza?
    Una osservazione: ho scaricato i profili della carta che uso e poi ho seguito le istruzioni del post, il risultato che ottengo è orribile; se invece imposto che sia la stampante a gestire il colore i risultati sono molto soddisfacenti quantomeno rispetto a quello che vedo a monitor che è profilato
    se qualcuno mi può aiutare gliene sarei grato

  7. Sottoscrivo tutto quanto esposto con ammirevole semplicità e completezza da Massimo. Aggiungo solo che l’utilizzo dei profili di stampa (custom o canned che siano) e della softproof di PS non possono assolutamente prescindere dall’uso di un buon monitor, opportunamente calibrato e profilato. Il primo passo, fondamentale, ai fini della stampa fine art è rendere stabili ed affidabili le condizioni d’uso del monitor; successivamente si deve rendere stabile la stampante che si usa mediante la sua calibrazione e la sua profilazione in funzione di una determinata carta.
    Aproma può ovviamente fornire tutti gli strumenti, professionali o semiprofessionali, per svolgere entrambi i passi preliminari di cui detto, nonché i supporti più prestigiosi.
    Ciao, Massimo e complimenti per l’iniziativa
    Fabio


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