APROMA
10apr/100

Domande e Risposte sul bilanciamento del bianco

Q&A sul

Dietro un argomento apparentemente semplice e banale come la calibrazione del bianco si nascondono tante insidie e preplessità.

Ecco raccolte in un "botta e risposta"  le classiche domande e... le relative risposte!

Se non siamo stati esaurienti postateci le vostre perplessità e vi risponderemo!

D.
Perché devo fare il del bianco? La mia macchina fotografica lo fa automaticamente!
R.
La fotocamera ha una programma di elaborazione che deduce la temperatura che illumina la scena o il soggetto. Si tratta di una “deduzione” e non di una misura esatta. Gli strumenti per il bilanciamento del bianco (target e filtri) ne consentono una misura accurata

D.
A me non interessa una precisione scientifica mi basta avere i colori giusti!
R.
Appunto: la funzione delle macchine fotografiche è molto influenzata dai colori che predominano la scena e dalla luce che la illumina. E' possibile quindi che, a parità di illuminazione, lo stesso soggetto fotografato con sfondi diversi venga bilanciato diversamente e quindi.. i suoi colori cambino di foto in foto! Che cosa ti dirà la sposina che stai fotografando se il suo bellissimo vestito cambia colore a seconda del posto in cui l'hai fotografata?

D.
Io scatto in Raw quindi correggo tutto dopo in post produzione
R.
Meglio! Ti basta uno scatto di un riferimento neutro tutte le volte che le condizioni di luce cambiamo e con un click bilanci nello stesso modo tutte le tue foto senza perdere tempo

D.
Io scatto solo in JPG e correggo dopo le mie immagini
R.
Correggere la neutralità di un'immagine JPG a volte può essere impossibile e spesso la degrada. Se il flusso di lavoro è tutto JPG allora è fondamentale bilanciare il bianco in macchina correttamente!

D.
Per fare il bilanciamento del bianco io utilizzo un bel foglio bianco oppure utilizzo una parete bianca! E' praticissimo, veloce ed economico
R.
Si però è sbagliato! I fogli di carta bianchi sono trattati con “candeggianti ottici” e così anche le vernici spesso includono additivi che li rendono “metamerici”. Praticamente a seconda della luce quel bianco cambia e non è un riferimento assoluto. Così come avviene nelle misure di un pezzo meccanico anche se decido di misurare la luce il mio metro deve essere preciso... altrimenti combino disastri!
E... se il foglio si è sporcato e non ci sono pareti bianche cosa fai?

D.
Ho capito che mi serve un cartoncino per il bilanciamento del bianco ma ce ne sono di svariati tipi... prendo quello meno caro perché tanto vanno tutti bene!
R.
La qualità e la validità di un riferimento neutro è data dal grado di “metamerismo” ovvero la sua capacità di rimanere neutro indipendentemente dalla luce. E' vero esistono tanti prodotti con costi diversi: i prodotti che hanno un certificato o che sono realizzati con vernici pigmentate costano di più ma ti danno la sicurezza di utilizzare un “metro di misura” preciso

D.
Vedo che esistono riferimenti neutri di diverse misure. Inoltre alcuni sono bianchi altri grigi altri hanno una scala di grigi. Ma quale devo usare?
R.
Scegli innanzitutto la misura in base al tuo utilizzo tipico: sui set piccoli serve un riferimento piccolo (che è anche comodo da mettere in borsa) sui set grandi come gli ambienti serve un riferimento grande!
La scala di grigi ti può essere utile se non vuoi cambiare l'esposizione quando fai il bilanciamento: è possibile infatti che il solo riferimento del bianco risulti sovraesposto e che il nero sia sottoesposto. Questo li rende inutilizzabili in fase di bilanciamento... ecco la comodità della scala di grigi.

D.
Ho visto che anche Photoflex ed altri produttori hanno un pannellino di tipo “pop-up” grigio!
R.
Si! E' una soluzione pratica quando si è in giro ed è molto economica ma... proprio per questo non sempre ti offre la massima precisione. Tuttavia è sempre meglio di niente!

D.
Perché alcuni riferimenti di bilanciamento hanno anche una serie di colori? A che servono?
R.
Gli utilizzi sono davvero molteplici. La Munsell Color Checker di è un esempio: questa è prodotta in 2 misure e, oltre alla scala di grigi include dei colori. Questi sono dei “riferimenti cromatici” riconosciuti in tutto il mondo: includendoli in un'immagine, ad esempio, permettono di verificare che questa è stata stampata correttamente. Esistono inoltre dei software che ottimizzano il raw della fotocamera analizzando questi colori.

D.
Il Color Checker mi consente di risolvere tutti i problemi di bilanciamento?
R.
Il Color Checker Passport è uno strumento molto versatile: include un riferimento grigio di medie dimensioni, una test chart tipo Munsell che permette di avere un riferimento cromatico assoluto e abbinata al software di corredo calibra il file RAW inoltre fornisce anche dei riferimenti ametamerici per una “staratura” calibrata del punto di bianco. In questo modo si possono scaldare/raffreddare incarnati o enfatizzare i verdi dei fogliami in maniera coerente su più scatti in un colpo solo.

D.
Io fotografo paesaggi, architettura e natura dove devo collocare il riferimento del grigio?
R.
In questi casi bisogna porre il riferimento in modo che sia illuminato dalla luce principale. Non sempre è facile o fattibile ecco perché, in questi casi, è meglio utilizzare

D.
Che differenza c'è ad utilizzare Expodisc piuttosto che un riferimento grigio?
R.
Innanzitutto Expodisc misura la luce incidente mentre il riferimento grigio ci da una misura per luce riflessa. Per questo Expodisk va puntato verso la sorgente di luce che illumina il soggetto (o il cielo) mentre il riferimento del grigio va posizionato “al posto” del soggetto

D.
Ma quando nella scena ci sono diverse luci (naturale, finestre colorate, luce artificiale o fari) dove devo puntare la fotocamera con Expodisk?
R.
La scelta è solitamente verso la luce principale ma la decisione è del fotografo! Se bilanciamo la luce solare sarà come utilizzare una pellicola “daylight” se lo puntiamo invece verso una lampada ad incandescenza sarà come aver scelto una pellicola per luce artificiale!

D.
Ho visto che esistono dei prodotti simili ad Expodisc qual'è la differenza?
R.
I prodotti infatti sono solo simili esteticamente ma ci sono grosse differenze: ogni Expodisc è un fornito di certificazione quindi ho la certezza della neutralità. Inoltre anche la densità di Expodisc è certificata con un fattore di trasmissione del 18% il che mi permette di utilizzarlo per avere una lettura esposimetrica della luce incidente!

Inoltre Expodisc è fornito di custodia imbottita, cordino con clip e un CD di istruzioni con dei suggerimenti per l'impostazione dell'AWB personalizzato

D.
Perché davanti ad Expodisc ci sono delle microlenti mentre in altri prodotti non ci sono?
R.
Le microlenti consentono di distribuire la luce in maniera omogenea sul filtro e permettono alla fotocamera di “leggere” la della luce più facilmente.

D.
Che differenza c'è tra Expodisc Neutral e Portrait?
R.
Il Portrait consente di “raffreddare” leggermente la temperatura colore il che ci fa ottenere degli incarnati con colorazioni più “calde”

D.
Expodisc è quindi più versatile di un riferimento grigio?
R.
In realtà servono entrambi i prodotti: in alcune situazioni è più pratico ma se uso i flash o lavoro su un piccolo set il riferimento grigio è più comodo e più facile da usare.

Se sei interessato ad approfondire l'argomento leggi anche:
http://www.aproma.it/blog/utilizzo-prodotti/bilanciamento-del-bianco/

http://www.aproma.it/blog/utilizzo-prodotti/esposizioni-corrette-con-expodisc/

http://www.aproma.it/blog/utilizzo-prodotti/color-checker-passport-tutti-i-colori-della-tua-fotocamera/

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Pubblicato il Roberto Marini

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