La calibrazione del monitor e la scelta del calibratore
Sebbene non più spesso come una volta, talvolta succede ancora che - magari in occasione di fiere - ci si senta rivolgere la fatidica domanda: "Ma perchè dovrei calibrare il mio monitor?"
La risposta è abbastanza semplice e può prendere spunto dall'esposizione dei televisori in un grande magazzino: tutti sono sintonizzati sullo stesso canale, ma ognuno visualizza le immagini in un modo diverso, chi più rosso, chi più verde, chi più chiaro, chi più scuro, ...
Qual'è la visualizzazione corretta? Per il televisore poco importa, potremmo rispondere: "quella che ci piace di più". E potremmo impiegare questa risposta anche per il monitor, se non fosse che attraverso il monitor non ci limitiamo a guardare le nostre immagini ma (alzi la mano chi non lo fa) sempre più spesso le "ritocchiamo".
Nel momento in cui il monitor rappresenta il banco di lavoro su cui lavorare le nostre immagini, va da se che deve essere di buona qualità, adatto allo scopo (non tutti i monitor sono uguali) ed affidabile. Un monitor "costoso", ma non calibrato, risponde solo ai primi due requisiti nominati, ma non a quello dell'affidabilità. E' la calibrazione, invece, l'operazione che fa si che il nostro monitor rappresenti i colori in modo coerente con quello che è contenuto nel "file immagine" ed in modo costante giorno dopo giorno.

L'esempio schematizzato in questa immagine - pur andando oltre l'argomento "calibrazione monitor" - illlustra molto bene quello che succede nel flusso di lavoro digitale correggendo un'immagine mediamente corretta ma visualizzata si di un monitor che la stravolge cromaticamente. L'operatore sarà portato a correggere la dominante rilevata, che però non è del file, bensì introdotta da un monitor non affidabile. Le correzioni apportate per compensare la visualizzazione a monitor andranno a "peggiorare" tutti gli impieghi successivi dell'immagine...
Possiamo pertando affermare che la calibrazione del monitor serve ad allineare (e a mantenere allineato nel tempo, correggendone l'invecchiamento) il nostro monitor ad uno standard di visualizzazione e NON a vedere a monitor ciò che otterremo in stampa. Per quest'ultima necessità, infatti, oltre alla calibrazione monitor - passo fondamentale ed imprescindibile del flusso di lavoro digitale - sarà necessaria anche la calibrazione della stampante. Ma questo argomento sarà oggetto di un prossimo post...
Nella speranza di essere riuscito sin qui a trasmettere l'importanza del lavorare con un monitor calibrato, affrontiamone ora la procedura. Quella che definiamo calibrazione di una periferica è in realtà un'operazione composta da due fasi distinte: la calibrazione propriamente detta, che consiste nel ricondurre la periferica ad uno stato noto e ripetibile e, subito dopo, la creazione del profilo ICC che ne descrive il comportamento. Nel caso specifico del monitor, la calibrazione avviene regolandone i comandi affinchè - ad esempio - emetta sempre una data luminosità ed abbia una certa temperatura colore.
Parametri che possiamo considerare standard per impieghi fotografici sono, ad esempio, una luminosità intorno alle 100 cd/mq, una temperatura di colore di 6500K ed un Gamma 2.2 Importante segnalare la luminosità e la temperatura colore dovrebbero in qualche modo essere in relazione con le condizioni del nostro ambiente di lavoro: ad esempio un monitor calibrato a bassa luminosità collocato in uno studio molto luminoso ci porterà a schiarire le immagini visualizzate. La seconda fase, quella di creazione del profilo, è prettamente strumentale. Il sotware di cui il calibratore è corredato invierà al monitor numerosi riferimenti cromatici che verranno letti dal calibratore. Il software analizzerà le differenze fra quanto inviato e quanto rilevato, descrivendo così il comportamento del monitor che verrà "scritto" nel profilo colore.
Le soluzioni per una calibrazione strumentale del monitor sono oramai abbordabili dalla totalità dell'utenza: l'offerta spazia da prodotti entry level da un centinaio di euro sino a soluzioni professionali intorno ai 200, per proseguire poi con le soluzioni combinate di calibrazione monitor+stampante a circa 500 euro. Tutti quanti sono corredati di software in italiano, guidato passo passo ed utilizzabile sia su PC che su Mac. A questo link è possibile prendere visione della gamma prodotti e dei relativi prezzi.
Cogliamo l'occasione per analizzare le differenze fra i tre calibratori monitor più venduti, dando così risposta ad un'altra delle domande più comuni: "quale calibratore devo scegliere?"
DATACOLOR SPYDER 3 EXPRESS
E' la proposta più semplice ed economica che consente di calibrare il monitor a 6500K e con gamma 2.2.
E' adatto per utenti non particolarmente esigenti e, sebbene manchi di alcune funzioni tipiche dei prodotti di fascia superiore, garantisce ad esempio una buona linearizzazione dell'asse dei grigi... in altre parole garantisce che un'immagine bianco e nero sia neutra sia nelle zone d'ombra che nelle alte luci.
DATACOLOR SPYDER 3 PRO
E' il best seller della famiglia, ovvero quello che soddisfa le esigenze della maggior parte degli utenti. Consente la selezione di 4 valori di gamma (1.8 - 2.0 - 2.2 - 2.4) e di 4 temperature colore (5000K - 5800K - 6500K - nativo). Consente la misurazione della luce ambiente, per essere guidati nella scelta della luminosità a cui calibrare il monitor e consente di calibrare computer con due monitor collegati.
A tale proposito ricordiamo che la "calibrabilità" del doppio monitor è una funzione che deve essere supportata anche dal sistema operativo e dalla scheda grafica... ed in ambiente Windows questo non accade quasi mai, indi per cui sarà possibile calibrare un solo monitor alla volta.
DATACOLOR SPYDER 3 ELITE
Il top di gamma. Consente la personalizzazione più totale dei parametri di calibrazione (valore di gamma e di temepratura colore), ma soprattutto consente la definizione numerica anche del valore di luminosità - consentendo una perfetta ripetibilità delle calibrazioni nel tempo e la calibrazione di più monitor con identici parametri. A tale proposito Spyder3Elite dispone di una funzione per esportare il file di target su più computer da calibrare in modo identico. Consente inoltre la calibrazione di videoproiettori collegati a computer affinchè anche le proiezioni possano godere di una visualizzazione "calibrata". Spyder3Elite dispone anche della "expert console" che offre agli utenti più smaliziati la possibilità di definire in un'unica videata tutti i parametri necessari per la calibrazione.
Con particolare riferimento a Spyder3 Elite, ma per estensione può essere rappresentativo dell'operatività anche degli altri calibratori, a questo link è disponibile un approfondito tutorial passo passo sulla calibrazione del monitor.

