Bilanciamento del Bianco
Articolo a cura di: Gerardo Bonomo
Tra le innovazioni più interessanti del sensore rispetto alla pellicola c'è indubbiamente il bilanciamento del bianco.

Expodisc su Nikon
Il bilanciamento del bianco è una "recente" novità in fotografia mentre era già usato perfino nelle prime videocamere che già allora avevano in comunque con le fotocamere digitali odierne il sensore di ripresa.
Utilizzando la pellicola si hanno sostanzialmente due tipologie di pellicole, la daylight, tarata per lavorare in luce solare/naturale, quindi intorno ai 5.600°K e la Tungsten, tarata per lavorare con determinate lampade al Tungsteno a 3.200°K. Qualsiasi situazioni con temperature di colore intermedie o utilizzo di pellicole daylight in luce artificiale e viceversa viene risolta utilizzando i filtri ottici di conversione o di compensazione.
In digitale le cose sono decisamente migliorate: la fotocamera valuta la temperatura di colore della luce ambiente e, in base al tipo di settaggio, amplifica dei tre canali RGB quello "povero". Lavorando per esempio in un ambiente illuminato da lampadine a incandescenza, si otterrò uno spettro luminoso povero proprio nella radiazione blu che viene amplificata on camera per riportare la temperatura di colore a livelli corretti.

